Link a materiale on line coperto da copyright senza il consenso dell’autore: quid juris?

Secondo l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE, Melchior Wathelet, ai sensi della disciplina comunitaria, non è illegale pubblicare un link che rimanda al download di materiale protetto da copyright, anche se il contenuto è stato messo on line senza il consenso dell’autore.

Il fatto. Le conclusioni di Watheltet vanno ricondotte a un caso del 2011, quando una piattaforma olandese diffuse on line, in maniera reiterata, decine di collegamenti ipertestuali ad alcune immagini di Playboy; tali scatti finirono così, ovviamente, per essere via via disseminati in Rete, tramite l’opera di centinaia di utenti. L’editore di PlayBoy intentò la causa contro la società olandese  affinché provvedesse alla rimozione dei link in questione,  contestando la violazione di copyright. Tuttavia, la società oleandese rispondeva picche, continuando imperterrita a pubblicare e far circolare i link. Al contrario, i gestori di servizi di hosting attraverso cui le tali fotografie continuavano a proliferare on line, cancellavano prontamente  i dati, così come richiesto da PlayBoy.

Si leggono, in particolare ai punti 78 e 79 delle conclusioni di Wathelet, le riflessioni utili a capire la sua posizione: “78. È noto che la messa a disposizione dei collegamenti ipertestuali da parte degli internauti è alcontempo sistematica e necessaria per l’attuale architettura di Internet (48). Pur se le circostanze che caratterizzano il procedimento principale sono particolarmente palesi (49), ritengo che, in linea di principio, gli internauti non conoscano e non abbiano a disposizione i mezzi per verificare se la comunicazione iniziale al pubblico di un’opera protetta liberamente accessibile su Internet sia avvenuta con o senza il consenso del titolare del diritto d’autore. Se gli internauti fossero esposti al rischio di essere convenuti in giudizio per violazione dei diritti d’autore in applicazione dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29 ogniqualvolta mettessero a disposizione un collegamento ipertestuale verso opere liberamente accessibili su un altro sito Internet, essi sarebbe molto più restii a farlo, e ciò a scapito del buon funzionamento della società dell’informazione.
79. A mio avviso, una siffatta ingerenza nel funzionamento di Internet deve essere evitata. In ogni caso, ritengo che un’estensione della nozione di «comunicazione al pubblico» che copra la messa a disposizione di collegamenti ipertestuali verso opere protette liberamente accessibili su un altro sito Internet esigerebbe l’intervento del legislatore europeo”.

Resta sempre salvo peraltro il fatto che i titolari di simili diritti possono ricorrere chiedendo un provvedimento inibitorio nei confronti dei gestori di tali siti.

Come non condividere interamente la linea di pensiero che l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Uninione Europea ha adottato per formulare le proprie conclusioni?

E così, che sia giusto o no e, almeno per ora, e cioè finché non vi sarà l’intervento del legislatore al riguardo, linkare senza pensare non costituirà più un problema.

Vi linko  di seguito il testo integrale dellle “CONCLUSIONI DELL’ AVVOCATO GENERALE
MELCHIOR WATHELET”, Causa C‑160/15.

http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf