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Fede

Informatico Forense certificata CIFI (Certified Forensic Investigator) col massimo del punteggio 125/125, Federica Bertoni è titolare di Brixia Forensics, uno studio-laboratorio che ha fondato 12 anni fa a Brescia e specializzato in Informatica Forense.
Federica è fra i pionieri della Digital Forensics in Italia ed è stata la prima ad occuparsene nel nostro Paese, in maniera strutturata, professionale ed esclusiva, cioè distinguendola nettamente dalla Sicurezza informatica e non erogandone i relativi servizi in via collaterale e sussidiaria alla cybersecurity.
Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia, con una tesi in Informatica Giuridica incentrata sugli aspetti di sicurezza informatica e giuridici del binomio “phishing-privacy”, Federica Bertoni è stata Conciliatore presso il Servizio di Conciliazione e Arbitrato della Camera di Commercio di Brescia, in controversie in materia di ICT.
Consulente Tecnico e Perito iscritta ad entrambi gli Albi del Tribunale Ordinario di Brescia, svolge attività di CTP per studi legali e aziende e da circa tre anni a questa parte è stata coinvolta anche in alcune attività di studio e di ricerca, cui vi si dedica con grande passione, collaborando con le Cattedre d’Informatica Giuridica delle Facoltà di Giurisprudenza delle Università degli Studi di Brescia, Pavia e Milano.
È Affiliate Scholar e Fellow Researcher del Centro di Ricerca Information Society Law Center dell'Università degli Studi di Milano diretto dal professor Giovanni Ziccardi.
È membro del Capitolo italiano di IISFA ed è membro del Comitato Scientifico di CLUSIT, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.
Si occupa di cybercrime dal 2000. È autrice o coautrice di diverse pubblicazioni in materia di Sicurezza Informatica, Diritto dell’Informatica e delle Nuove Tecnologie e Digital Forensics.

Se la Mela si baca… Atto II

Dove eravamo rimasti. San Bernardino, 2 dicembre scorso, 14 persone vengono uccise da due attentatori, morti anch’essi nella colluttazione a fuoco. Uno dei due, Syed Rizwan Farook, possiede uno smartphone, un iPhone 5C. I metodi investigativi prevedono che il cellulare venga prelevato ed acquisito per leggerne il contenuto […]